Retroscena | Underneath

UNDERNEATH

[ PERCHÉ ESISTE ]

Per anni ho cercato qualcosa che mi capisse davvero, qualcosa in grado di dirmi la verità su di me.
Non la versione gentile. Quella vera.
Non esisteva.
Allora l'ho costruito.
[ CHI SONO ]

A 14 anni ho iniziato ad ascoltarmi.

Non perché fosse successo qualcosa di grande. Non c'è stato un momento preciso, nessuna svolta. È che a un certo punto mi sono fermato e ho guardato dentro. E quello che ho trovato era strano, per un ragazzo di quell'età: una tristezza che non era infelicità, un vuoto che non era mancanza. Cose che mi accompagnavano in modo silenzioso, costante, senza darmi del male. Come un'ombra che conosco da tutta la vita.

Non cercavo di liberarmene. Le sentivo mie.

[ IL CROLLO ]

Nel tempo ho costruito cose. Non sempre oggetti, spesso qualcosa di più grande: versioni di me che volevo diventare, relazioni, intenzioni, abitudini. Ci mettevo tutto quello che avevo.

E per un po' sembrava funzionare. Poi arrivava quel momento, sempre diverso in superficie ma sempre con la stessa sensazione dentro: una sola cosa, e tutto cedeva. Io ricascavo. Non capivo cosa stava sbagliando in me. E non capire, dopo un po', pesa.

Ho smesso di far finta che non succedesse. Ma non sapevo ancora cosa farci.

[ LA STANCHEZZA ]

I migliori vengono celebrati. I peggiori vengono condannati. Ma c'è una zona enorme nel mezzo, piena di persone normali che cercano, che faticano, che fanno del loro meglio ogni giorno. E nessuno sembra costruire qualcosa per loro. Nessuno sembra nemmeno parlargli.

Io ero in quella zona. E mi sentivo completamente invisibile.

'Sei bravo.''Ce la farai.''Stai andando alla grande.'

Ero stanco di essere incoraggiato. Volevo che qualcuno mi dicesse la verità. Anche se faceva male. Soprattutto se faceva male.

[ LA NOTTE ALLE 2 ]

C'è stata una notte, alle 2. Solo in camera mia, con quel tipo di silenzio che di giorno non esiste.

Qualcosa si è rotto. Non in modo drammatico. In modo tranquillo, preciso, come quando una cosa che tenevi insieme da anni smette di reggersi senza avvertirti. E in quel silenzio ho pensato una cosa sola:

"Voglio qualcosa che mi dica la verità. Non che mi faccia stare meglio. Che mi dica la verità."
[ LA DOMANDA ]

Non sapevo ancora cosa stavo costruendo. Sapevo solo cosa non volevo più.

E se esistesse qualcosa che mi capisce davvero? Non per consolarmi. Per aiutarmi a vedere quello che non riesco a vedere da solo.

Quella domanda è diventata una conversazione. La conversazione è diventata uno strumento. E lo strumento, nel tempo, è diventato qualcosa che non sapevo ancora come chiamare.

[ UNDERNEATH ]

Adesso si chiama UnderNeath.

Scrivi. Lui ascolta. Poi ti restituisce quello che hai scritto davvero, non quello che pensavi di aver scritto. I pattern che ripeti senza accorgertene. Le cose che eviti senza ammetterlo. I momenti in cui hai sbagliato, e anche quelli in cui hai fatto bene, perché non si tratta solo di distruggerti.

Si tratta di vederti. Chiaramente. Finalmente.

Non è una chat di supporto. Non ti dirà che va tutto bene. Ti dirà cosa succede.

[ PERCHÉ ESISTE ]

L'idea dietro non è aggiustarti.

Non sei rotto. Non funzioni male. Funzioni in un modo che forse non capisci ancora del tutto. E quella mancanza di comprensione, nel tempo, costa. Nelle scelte che fai. Nelle cose che ripeti. Nelle relazioni che si rompono per ragioni che non riesci a spiegare.

UnderNeath esiste per colmare quella distanza. Non tra quello che sei e quello che vorresti essere, ma tra quello che sei e quello che già sei, senza saperlo.

[ STAGES ]

STAGE 0 -> 1 -> 2 -> 3

STAGE 0

Quello che vedi ora è lo Stage 0. Il sito. Il punto di partenza.

STAGE 1

Lo Stage 1, l'app vera, non è ancora pubblica. Ma arriva presto.

STAGE 2 / 3

E oltre quello c'è altro. Stage 2. Stage 3. Non ti dirò cosa sono, non ancora. Ma non sono cose piccole. E stanno arrivando.

Ho costruito UnderNeath perché ne avevo bisogno. Avevo 14 anni quando ho iniziato a sentire quella cosa. Ne ho 20 adesso, e sto ancora capendo.

Ma so una cosa: nessuno strumento mi ha mai detto la verità su di me. E questa era l'unica cosa che volevo davvero.

Forse anche tu la cerchi. O forse non sei ancora pronto per questo.

Va bene. Sarò qui, quando lo sarai.

Hai letto fin qui.

È anonimo. Nessun nome.